Ada Negri: la vergine rossa
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Ada Negri non è stata solo una poetessa: è stata una voce centrale della storia femminile italiana, del socialismo ottocentesco e dell’attivismo sociale del Novecento. In questo episodio di Margine ripercorriamo l’intera vita di Ada Negri, dalla nascita nella povertà di Lodi fino alla militanza nell’Unione Femminile Nazionale e all’impegno nell’Asilo Mariuccia, due istituzioni fondamentali per la storia delle donne in Italia.Partiamo dalla sua infanzia segnata dalla miseria: un padre cocchiere morto di tifo e alcol, una madre operaia del lanificio che lavora tredici ore al giorno per evitare ai figli la fabbrica, e una nonna portinaia che le trasmette i primi modelli femminili liberi e anticonformisti. Ada cresce consapevole delle disuguaglianze sociali del nuovo Regno d’Italia, tra industrializzazione al Nord, povertà cronica al Sud e un’infanzia italiana che ancora non ha accesso all’istruzione.Mentre insegna ai primi bambini dell’Italia alfabetizzata dopo la Legge Coppino, Ada scrive poesie che raccontano la vita degli operai, dei contadini e delle classi dimenticate. Diventa un caso letterario quando Sofia Bisi Albini pubblica un articolo sul Corriere della Sera, e la giovane maestra diventa la “vergine rossa”, la poetessa socialista letta da ogni socialista.A Milano entra nei circoli culturali e politici insieme a Filippo Turati e Anna Kuliscioff, partecipa alla fondazione dell’Unione Femminile Nazionale nel 1899 e sostiene attivamente l’Asilo Mariuccia, nato per proteggere ragazze sfruttate e donne in difficoltà. Il suo femminismo è pratico, concreto, fatto di mutuo soccorso e istruzione popolare: un tassello fondamentale per il femminismo storico italiano.La sua vita attraversa amori impossibili (come quello per Ettore Patrizi), un matrimonio infelice, la maternità, il dolore per la perdita di una figlia e l’ascesa come una delle maggiori poetesse italiane dell’epoca. Negli anni Venti si avvicina al fascismo – come altre intellettuali socialiste – e questa parabola controversa rende la sua figura ancora più complessa da leggere oggi.Ada Negri muore nel 1945, lasciando un’opera che alterna tenerezza e denuncia sociale, introspezione e lotta politica. La sua voce rimane una delle più importanti della letteratura italiana dimenticata e della storia delle donne.