L'Intelligenza Artificiale Non È Intelligente: Ve lo Spiega Chi La Costruisce
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Raffaele torna al The Vincenzo Martemucci Show. La prima volta ci ha raccontato perché ha scelto di restare in Italia a fare ricerca per 1.195 euro al mese. Questa volta ci spiega cosa c'è davvero dentro l'intelligenza artificiale. Lui la costruisce. E quello che racconta smonta un po' di tutto quello che pensavate di sapere.Primo: l'intelligenza artificiale non è intelligente. Non pensa, non ragiona, non ha coscienza. Sono numeri che passano attraverso operazioni matematiche. Le reti neurali non hanno neuroni. Le parole che scrivete a ChatGPT vengono convertite in una lista di numeri prima ancora che il modello le tocchi. E il modello fa una cosa sola: classificare la prossima parola più probabile dato quello che c'era prima. Tutto qui. Non c'è pensiero. Non c'è creatività. Non c'è niente che trascenda la matematica.Secondo: l'AI non sa dire "non lo so". Il suo obiettivo è dare risposte sintatticamente corrette, non necessariamente semanticamente vere. Cioè formula frasi che sembrano scritte da un essere umano, ma che possono essere completamente false. Raffaele fa un esempio perfetto: quando è morto il Papa, chi chiedeva all'AI senza attivare la ricerca web si sentiva rispondere che era ancora vivo. La frase era perfetta. L'informazione era sbagliata. E c'era gente convinta che fosse ancora vivo perché gliel'aveva detto l'intelligenza artificiale.Terzo: dire "grazie" o "per piacere" all'AI è solo spreco di energia. Non ha sentimenti. Non ha coscienza. Quel "grazie" è solo un token in più che la macchina deve processare, e processare costa corrente. E se il "grazie" costa poco, l'addestramento di questi modelli costa un'enormità. Si usa praticamente tutto il web, hardware accesi per settimane, consumi energetici che nessuno racconta.Quarto, e questa è la parte che dovrebbe preoccupare di più: gli insegnanti generano i test con l'AI. Gli studenti rispondono con l'AI. La correzione avviene con l'AI. Nessun essere umano ha toccato niente. E poi ci chiediamo perché le nuove generazioni non sanno argomentare.Raffaele fa una distinzione che secondo me è la chiave di tutto: c'è chi sfrutta l'AI e c'è chi si affida all'AI. Chi la sfrutta è competente, sa quello che fa, vuole essere più veloce. Chi si affida non sa niente e dice "fai tu, mi fido di te". La differenza è enorme. Uno diventa più libero. L'altro diventa dipendente.Gli chiedo se l'AI ci renderà più liberi o più dipendenti. La risposta: dipende da chi sei.0:01 – Che cos'è l'intelligenza artificiale, spiegata da chi la costruisce4:35 – Perché si chiama "intelligenza" se non è intelligente6:49 – L'AI non ha creatività: il paradosso della scoperta del fuoco10:38 – Dal 20° secolo a oggi: perché l'innovazione è esplosa16:27 – Da Alan Turing al percettrone: breve storia dell'AI21:07 – Come siamo arrivati a generare testi, immagini e video25:06 – I dati del web e la battaglia per il controllo delle informazioni26:04 – Deepfake e utilizzo etico: il lato oscuro dell'AI29:46 – Fake news e disinformazione generata dall'AI30:04 – I ragazzi che si fanno fare i compiti dall'AI32:17 – Da motore di ricerca a motore di risposta: come funziona davvero35:10 – I Large Language Model prevedono la prossima parola, niente altro36:04 – Cos'è il RAG, spiegato semplice39:30 – Il Papa è morto e l'AI dice che è vivo: il problema delle allucinazioni44:47 – La paura della sostituzione del lavoro umano49:05 – "Non lo so": la risposta che l'AI non dà mai57:33 – Insegnanti che generano test con l'AI, studenti che rispondono con l'AI1:03:12 – Terminator è possibile? Lo scenario catastrofico1:06:44 – L'intelligenza artificiale generale: sta arrivando davvero?1:12:07 – Qual è il modello più potente? Dipende dal problema1:16:28 – L'AI ci renderà più liberi o più dipendenti?—Questo è il The Vincenzo Martemucci Show. Qui do spazio a tutti. Chiunque abbia una storia da raccontare, un punto di vista, un'esperienza, me lo dica. Le porte sono aperte.