Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta Podcast By Giuseppe Cocco cover art

Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

By: Giuseppe Cocco
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PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso.

Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.Copyright Giuseppe Cocco
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Episodes
  • Il Lemano - Briga, le Montagne da «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
    Mar 31 2026
    Ginevra ci aveva procurato tutti i piaceri che può offrire una domenica trascorsa in un paese protestante: una passeggiata sul lago, un meraviglioso tramonto sul Monte Bianco, diventato tutto rosa come la Sierra Nevada di Granada, vista di sera dal salon dell’Alameda, e un incantevole spettacolo forense sotto begli alberi e un cielo stellato. Non ci restava altro che partire. Dapprima avevamo voluto viaggiare con un vetturino, non fosse altro che per vedere se il vetturino della “Chasse au Chastre” fosse ugualmente scrupoloso; ma fortunatamente ci chiesero dei prezzi così esorbitanti, scambiandoci probabilmente per inglesi o principi russi, che non se ne fece nulla, e avemmo il vantaggio di non essere trascinati al passo di quelle berline antidiluviane da ronzini degni di vecchi fiacres parigini.La rapidità e la comodità del tragitto ci compensarono ampiamente di tale infrazione al colore locale.Una dirigenza doveva condurci a Milano, passando per il Sempione, ma non sempre la stessa, in quanto si cambia quasi in ogni territorio che si attraversa, dato che il governo ha il monopolio dei trasporti e noi non avevamo altra preoccupazione se non quella di lasciarci trasportare da una diligenza ginevrina a una savoiarda, che ci avrebbe ceduto a una vettura svizzera, la quale, a sua volta ci avrebbe trasferito su una carrozza piemontese, che ci avrebbe assegnato a una diligenza austriaca.In tutto questo non vi è, credetemi, la minima esagerazione comica; questa valanga di vetture è la pura verità: solo la realtà è incredibile.Luoghi narranti narrati e citati: Ginevra - Monte Bianco - Passo del Sempione - Milano - Coligny - Losanna - Vevay (Vevey)- Villeneuve - Briga - Lago Lemano - Saint-Gingolph - Saint-Maurice - Martigny - Sion - Torrente Saltina Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggio in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggio-in-italia-di-theophile-gautier.html Partire per il viaggio in Italia nell'agosto del 1850, come fece Théophile Gautier, non era più, a dire il vero, un atto fashionable. Dopo tanti pellegrinaggi compiuti sulle orme di Goethe, di Byron o di Stendhal, il turismo di massa era ormai saldamente radicato nella penisola e lo scrittore-turista correva il rischio di incrociarvi più redditieri che veri e propri artisti. Lo scrittore si mise in viaggio nei primissimi giorni d'agosto del 1850, provvisto di un sostanziale viatico accordatogli dal giornale; era stato infatti stipulato come rimborso la stesura in loco di una serie di feuilletons con le impressioni di viaggio, già annunciata ai lettori di «La Press».In effetti quel viaggio verso l'Italia è innanzitutto, agli occhi di Gautier, un pellegrinaggio alle fonti della bellezza, un ritorno ai sacri sentieri dell'arte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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  • Introduzione «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
    Mar 31 2026
    «Il loro carattere generale è quello dei servi degradati. Sono rozzi, queruli, di malafede, spergiuri, calunniatori. Naturalmente sono indocili, ostinati nelle loro idee, risentiti, rissosi e vendicativi» (Giuseppe Maria Galanti)

    «I calabresi sono degli esseri umani come noi» (Johann Heinrich Bartels)

    «La parola Calabria dice alla maggioranza cose assai vaghe, paese e gente difficile» scriveva nel 1931 Corrado Alvaro e nello stesso contesto lo scrittore calabrese ricordava come una sua padrona di casa berlinese mettesse insieme, confondendole, la Calabria con le Asturie, e non ci fosse verso di convincerla che le Asturie con la Calabria proprio non avevano nulla da spartire.
    Ora, le associazioni geografiche della simpatica signora berlinese erano sicuramente un tantino bizzarre, e sarebbe certamente ozioso e di nessun costrutto cercare di stargli dietro.
    Non è però ozioso interrogarsi sull'idea che della Calabria si sono fatta i tedeschi nel corso dei secoli.
    Quale, allora, l'idea di Calabria in Germania? Quali le sue origini? Quali le sue trasformazioni nel corso del tempo? Quali gli stereotipi più diffusi?
    Una risposta ci può venire dai resoconti di viaggio di quei tedeschi che nel corso dei secoli hanno visitato la regione, ma anche dai lessici enciclopedici, dalle rivelazioni scientifiche che sulla Calabria venivano lette nelle Accademie Scientifiche d'Europa, in epoca più recente dalle stesse guide turistiche.
    Chi si accinga a ricostruire l'immagine della Calabria nella Germania deve, però, affrontare, diversamente che per altre religioni italiane, anche della stessa area meridionale, una serie di difficoltà supplementari, prima fra tutte la penuria di fonti e la non sempre facile reperibilità di quelle individuate.

    Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggiatori-tedeschi-in-calabria-dal.html

    Regione ai margini dei grandi itinerari del viaggio tardo-cinquecentesco e barocco, la Calabria viene toccata solo occasionalmente da quei viaggiatori che, in rotta verso Malta, approdano sulla sua costa tirrenica per ripararsi dalle burrasche e sfuggire ai pirati barbareschi. È col terremoto del 1783 che la Calabria balza all'attenzione richiamando viaggiatori da ogni parte d'Europa, compresi i tedeschi qui presi in considerazione.

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  • Ginevra, Plein-Palais e l'Ercole acrobata da «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
    Mar 30 2026
    Temiamo di avere impresso il primo passo sulla terra straniera con un atto pagano - una libagione al sole nascente!
    L'Italia cattolica, che sa così ben accordarsi con gli dei greci e romani, potrà perdonarci; ma l'austera Ginevra ci giudicherà, forse, un po' libertini.
    Una bottiglia di vino da Arbois, acquistata passando per Poligny, graziosa città ai piedi della parete del Giura, che bisognava valicare per uscire dalla Francia, fu da noi bevuta al primo raggio di sole: Phoebo nascenti!
    Quel raggio che ci aveva improvvisamente svelato, sotto le ultime cime tondeggianti della montagna, il lago Lemano, chiazzato di luce scintillante, sotto la nebbia argentea del mattino.
    La strada scende per pareti, da cui si vede, a ogni angolo, una prospettiva sempre nuova e sempre incantevole.

    Luoghi narranti narrati e citati: Ginevra - Poligny - Nyon - Plein-Palais (Ginevra) - Lago Lemàno (di Ginevra)

    Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggio in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggio-in-italia-di-theophile-gautier.html

    Partire per il viaggio in Italia nell'agosto del 1850, come fece Théophile Gautier, non era più, a dire il vero, un atto fashionable. Dopo tanti pellegrinaggi compiuti sulle orme di Goethe, di Byron o di Stendhal, il turismo di massa era ormai saldamente radicato nella penisola e lo scrittore-turista correva il rischio di incrociarvi più redditieri che veri e propri artisti. Lo scrittore si mise in viaggio nei primissimi giorni d'agosto del 1850, provvisto di un sostanziale viatico accordatogli dal giornale; era stato infatti stipulato come rimborso la stesura in loco di una serie di feuilletons con le impressioni di viaggio, già annunciata ai lettori di «La Press».In effetti quel viaggio verso l'Italia è innanzitutto, agli occhi di Gautier, un pellegrinaggio alle fonti della bellezza, un ritorno ai sacri sentieri dell'arte.

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    31 mins
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