• Mia sorella vittima di femminicidio
    Mar 31 2026
    Pablo Trincia incontra Elena Amato, sorella di Elisa Amato, 29 anni, uccisa con tre colpi di pistola, la sera del 26 maggio 2018, dall’ex fidanzato, Federico Zini. Dopo circa un anno di relazione, Elisa aveva deciso di lasciarlo, anche a causa del suo atteggiamento ossessivo e della gelosia crescente. Dopo la rottura, Federico inizia a perseguitarla: si apposta sotto casa, si fa trovare davanti al negozio dove lavora, le invia messaggi continui arrivando a minacciare il suicidio. La sorella di Elisa, Elena, cerca di convincerla a denunciarlo per stalking. La sera del 26 maggio, l’uomo la aggredisce e la uccide. Poi carica il corpo in auto e lo trasporta fino a un parcheggio nei pressi di un campo sportivo a San Miniato, vicino a casa sua, dove infine si toglie la vita. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    41 mins
  • Un Cold Case riaperto
    Mar 24 2026
    Pablo Trincia incontra Antonella Delfino Pesce, genetista ed esperta forense che fa riaprire il caso dell’omicidio di Nada Cella, portando all’arresto dell’assassina. Dopo trent’anni è arrivata una verità giudiziaria per l’omicidio di Nada Cella, uccisa a 25 anni il 6 maggio 1995 nello studio di Chiavari dove lavorava. Il tribunale di Genova ha condannato a 24 anni Anna Lucia Cecere, insegnante di 57 anni, grazie alla riapertura delle indagini nel 2021. A rendere possibile la svolta è stata Antonella Delfino Pesce, genetista ed esperta forense, che ha individuato un nuovo elemento decisivo: alcuni bottoni rinvenuti sotto il corpo di Nada, risultati compatibili con quelli trovati nell’abitazione della Cecere. Dal 2017 la consulente, insieme alla madre della vittima, aveva ripreso in mano il caso, analizzando fascicoli, ascoltando testimoni e confrontandosi con le forze dell’ordine, alla ricerca di un dettaglio inedito che potesse spingere la procura a riaprire le indagini. Fino ad allora l’unico indagato era stato il datore di lavoro di Nada, il commercialista Marco Soracco, poi prosciolto nel 1998. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    42 mins
  • Mio figlio l’attentatore di Londra
    Mar 17 2026
    Pablo Trincia incontra Valeria Collina, la madre di Youssef Zaghba, uno dei terroristi coinvolti nell’attentato del London Bridge del giugno 2017, in cui persero la vita otto persone. Youssef è nato in Marocco, dove Valeria ha vissuto per 20 anni prima di tornare in Italia nel 2015. E in quel periodo che inizia a cogliere alcuni segnali di una progressiva radicalizzazione del figlio, senza però dargli troppa importanza. Il 3 giugno 2017, guardando le notizie, scopre che un commando di 3 uomini ha compiuto un attentato sul London Bridge: con un van hanno investito alcuni pedoni e una volta scesi armati di coltelli hanno attaccato la folla, uccidendo 8 persone. All’inizio non sa ancora che suo figlio Youssef, di soli 22 anni, è coinvolto e che è stato ucciso dalla polizia. La notizia le viene data 3 giorni dopo dagli agenti della Digos. Inizia così per lei un periodo di dolore e sconvolgimento tra la perdita di un figlio, la consapevolezza del suo ruolo nell’attentato, i sensi di colpa e le domande su cosa avrebbe potuto fare per impedirlo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • La polvere che uccide
    Mar 10 2026
    Pablo Trincia incontra Mauro Zaratta, un padre tarantino che nel 2014 ha perso suo figlio Lorenzo per un raro tumore al cervello diagnosticato all’età di 3 mesi. Insieme a Pablo e a Mauro, Valentina Petrini: giornalista e conduttrice televisiva, nata e cresciuta a Taranto, considerata una delle voci più autorevoli del giornalismo ambientale e che ha scritto il cielo oltre le polveri. Anni di cure, interventi e ospedali. Dopo la sua morte i genitori iniziano a interrogarsi su un possibile legame tra la malattia e l’inquinamento prodotto dall’Ilva, nel cuore della loro città. La storia di Lorenzo diventa il simbolo di una battaglia più ampia, fatta di dolore privato, scienza, giustizia e responsabilità collettiva. Un racconto che intreccia la vita di una famiglia con una delle più grandi emergenze ambientali d’Europa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Il mio video intimo visto da tutti
    Mar 6 2026
    Pablo Trincia incontra Dalia Aly una ragazza che nel 2017, a soli 15 anni registra un video intimo con il fidanzato dell’epoca, un video consensuale, che però viene poi diffuso senza il suo permesso. Nel 2017, Dalia ha 15 anni, il ragazzo con il quale sta uscendo condivide con gli amici un video di loro due che hanno un rapporto sessuale. Prima in una cerchia ristretta e poi in modo capillare tra scuola e città. Condivisioni su condivisioni, il video viene mandato addirittura in alcuni gruppi telegram di materiale pornografico. Nei primi mesi, Dalia sceglie il silenzio, non ne parla con nessuno, per vergogna e per paura, e prova a far finta che tutto possa spegnersi da solo. Decide poi, con il supporto della famiglia, di denunciare e si rivolge a un centro antiviolenza e alla polizia postale per tentare di rimuovere quel contenuto dalla rete, intraprendendo un percorso legale e psicologico che la porterà, anni dopo, a trasformare il trauma in testimonianza pubblica. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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  • Mio figlio, ucciso dagli haters
    Feb 27 2026
    Pablo Trincia incontra Matteo Plicchi, il padre di Vincent, tiktoker bolognese di 23 anni, suicidatosi in diretta, a causa di una violenta ondata d’odio online. A supportare il racconto, Paolo Picchio, presidente fondazione Carolina, a sua volta colpita dal suicidio della figlia Carolina, vittima di cyberbullismo. Vincent Plicchi, conosciuto come Inquisitor Ghost, il 9 ottobre 2023, si toglie la vita in diretta. Nei mesi precedenti era finito al centro di una violenta ondata d’odio online per delle accuse infondate di pedofilia, nate da rivalità nel mondo cosplay. Dopo il suicidio, il padre inizia una battaglia per ricostruire quanto accaduto: raccoglie da solo migliaia di messaggi, insulti e minacce. Per farlo si affida a un’azienda per identificare gli aggressori e ottiene l'apertura di un fascicolo per istigazione al suicidio e cyberstalking. Ma all’inizio del 2025 il giudice del tribunale di Bologna decide di archiviare le accuse ritenendo che non vi siano elementi a configurare i reati contestati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 9 mins
  • Sabrina Prioli - Stupro dopo stupro
    Feb 17 2026
    Pablo Trincia incontra Sabrina Prioli, ex cooperante che, nel luglio del 2016, si trovava nel Sud-Sudan sconvolto dalla guerra civile, da una parte le forze governative e dall’altra i ribelli. Sabrina era un’esperta di monitoraggio e valutazione di progetti di cooperazione internazionale e, per lavoro, nel luglio del 2016 si trovava a Juba, capitale del Sud Sudan. All’arrivo in aeroporto viene condotta in un compound isolato, situato a pochi chilometri dalla città, separato dal resto del contesto urbano. Il Sud Sudan è uno dei Paesi più poveri al mondo: dopo anni di guerra civile ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan nel 2011, ma rimane una nazione profondamente divisa, dove i diritti umani vengono quotidianamente calpestati e la violenza, compresa quella sessuale, è utilizzata come vera e propria arma di guerra. Sabrina Prioli si trova in un compound, alla distanza di un solo miglio dalla missione di peacekeeping delle Nazioni Unite. Il compound viene attaccato dai soldati delle truppe dell'allora presidente, un giornalista viene ucciso davanti ai suoi occhi e lei, insieme ad altre colleghe, viene tenuta prigioniera, violentata e torturata. Nel 2017 diventa la teste chiave del processo e va di persona, riconosce 4 soldati ma ottiene un risarcimento di soli 4mila dollari. Nel 2022 fa domanda allo stato italiano per essere riconosciuta come vittima di terrorismo, battaglia che porta avanti ancora oggi a distanza di 10 anni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    48 mins
  • Marco Piagentini - Io, sopravvissuto alla strage di Viareggio
    Feb 12 2026
    Pablo Trincia incontra Marco Piagentini, sopravvissuto della strage di Viareggio e anche familiare delle vittime. Alle 23:48 del 29 giugno 2009, un treno merci che trasportava 681 mila chilogrammi di GPL sulla tratta Trecate–Gricignano Teverola deragliò nei pressi della stazione di Viareggio. Il gas si diffuse velocissimamente nell'aria e in seguito a una scintilla scoppiò tutto, causando la morte immediata di 30 persone e ferendone altri. Marco perse due figli e la moglie, mentre lui e il figlio più grande Leonardo si salvarono. In quel momento capì che poteva lasciarsi morire oppure continuare a vivere: scelse la vita, per Leonardo e anche per chi non c’era più. Aveva oltre il 90% del corpo ustionato, affrontò circa cinquanta operazioni, trascorse un mese e mezzo in coma e sei mesi in ospedale. Marco affrontò un percorso di riabilitazione fisica, terapeutica e psicologica. Indossava una maschera protettiva giorno e notte e, per non spaventare Leonardo, gli diceva che si stava trasformando in Spider-Man. Il primo vero contatto con i familiari delle vittime avviene in aula, durante il processo di primo grado. È lì che inizia ad affiancare Daniela Rombi, presidente dell’associazione Il mondo che vorrei, fondata dai familiari, e insieme intraprendono un impegno enorme. Incontrano avvocati, periti, amministratori locali, giornalisti. Investono oltre 600 mila euro in perizie fondamentali per dimostrare le responsabilità delle ferrovie e degli altri enti coinvolti nel processo. Marco ricorda bene la sproporzione di potere tra le parti: loro potevano contare su avvocati locali e periti “piccoli”, mentre le ferrovie schieravano i migliori professori del Politecnico, capaci di realizzare modellini e plastici per ricostruire la vicenda in modo da evitare l’attribuzione delle responsabilità ai propri assistiti. Dopo sei gradi di giudizio raggiungono un risultato storico: gli amministratori delegati vengono condannati. Le condanne, però, non sono mai state il vero obiettivo: non restituiscono i figli. Ciò che conta davvero è l’accertamento delle responsabilità, che diventa la base per guardare alla sicurezza in modo diverso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    45 mins