• Gabriele: Shock Anafilattico per via delle api a 6 Anni: Oggi Fa il Miele per Mestiere
    Mar 30 2026

    Gabriele è un apicoltore pugliese che lavora tra Puglia e Basilicata. A 9 mesi è stato punto per la prima volta. A 6-7 anni ha sviluppato una reazione allergica gravissima: shock anafilattico, corsa in ospedale dalla campagna, medici che dovevano capire in pochi minuti cosa stava succedendo.

    Ha iniziato un percorso di desensibilizzazione durato anni. Il problema: nessun ospedale voleva assumersi la responsabilità di fare la prova con l'ape viva. Per sei anni sua madre, presidente di un'associazione apistica, ha chiesto di fare il test con l'insetto vero. Niente. Non hanno mai voluto. Poi ha trovato un medico che lo ha sostenuto, e Gabriele ha scoperto da solo, andando volontariamente presso le api, che la terapia aveva funzionato.

    Oggi fa il miele per mestiere. Sposta gli alveari di fioritura in fioritura, dal livello del mare fino a 1.300 metri in montagna, attraversando posti incontaminati dove l'uomo non è ancora arrivato. Le api sono un superorganismo: autonome, organizzate, resilienti. Tu posizioni le arnie, te ne vai, e loro fanno tutto. Ma non tutte le api sono uguali. Ci sono quelle tranquille, lavori senza tuta e senza guanti. E ci sono quelle che ti puntano se passi in bicicletta a 50 metri dal nido. Un piccolo insetto che ti può togliere la vita.

    Fare impresa al Sud con l'apicoltura è difficilissimo. I fondi europei in Puglia e Basilicata a volte non arrivano proprio. Le amministrazioni locali pensano sia un hobby. Le gelate bloccano le fioriture, le zone rosse per insetti alieni impediscono di spostarti, e la grande distribuzione vende miscele di zuccheri cinesi spacciati per miele allo stesso prezzo del miele italiano biologico. La Cina prepara miscele su misura per passare i controlli di ogni singolo paese. Un vero mercato della droga applicato al miele. E i controlli? Inesistenti. Intanto il piccolo produttore non può sbagliare nemmeno un'etichetta.

    La storia più assurda: due pilastri di pietra costruiti da un vicino su un terreno non suo impediscono al pullman di entrare nella sua azienda. Il 31 marzo gli hanno lasciato 30 turisti tedeschi su una provinciale super trafficata. Per due pilastri. Intanto quelli che svuotano camion di spazzatura nelle cave della Murgia non li controlla nessuno. Dalla Terra dei Fuochi non abbiamo imparato niente.

    L'episodio più bello: ha conosciuto sua moglie all'università. Lei di Bari città, lui della campagna della Murgia. L'ha portata in apiario, lei si è innamorata delle api, lui si è innamorato di lei. Si sono sposati. Dice: trovatela un'altra ragazza che sceglie un mestiere così folle.

    Il territorio tra dieci anni? Sempre più alla deriva. La Basilicata che girava dieci anni fa era più viva. Oggi non ci sono più le persone. Se non cambiano le cose, saremo la nuova Calabria.

    Seguite Gabriele su Instagram: @ilragazzodelmiele

    0:01 — La desensibilizzazione: come ha superato l'allergia alle api2:48 — Le api come superorganismo: autonomia e pericolo5:23 — Fare il miele tra Puglia e Basilicata, dal mare a 1.300 metri6:23 — Fare impresa al Sud: fondi che non arrivano11:33 — Miele dall'estero: miscele cinesi e controlli inesistenti17:11 — Il miele è un prodotto lento in un'epoca veloce20:06 — Fare squadra al Sud: il narcisismo delle piccole differenze26:02 — Lo shock anafilattico da bambino29:03 — Come ha conosciuto sua moglie grazie alle api30:48 — Il consiglio a chi vuole iniziare33:15 — L'azienda e il territorio tra 10 anni38:53 — 30 tedeschi sulla provinciale: la burocrazia che blocca tutto41:28 — Spazzatura nelle cave e menefreghismo

    ———

    Questo è il The Vincenzo Martemucci Show. Qui do spazio a tutti. Chiunque abbia una storia da raccontare, un punto di vista, un'esperienza, me lo dica. Le porte sono aperte.

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    46 mins
  • La Bibbia lo dice CHIARAMENTE: Allontana QUESTE persone dalla tua vita
    Mar 29 2026

    Cari amici, oggi parliamo di un argomento che riguarda tutti: le cattive amicizie e le persone tossiche.Cosa dice davvero la Bibbia sulle persone da cui stare lontani?In questo video analizziamo insieme i passaggi più importanti:

    📖 Proverbi 13:20 — "Va con i saggi e saggio diventerai"

    📖 Proverbi 22:24 — L'avvertimento sulle persone colleriche

    📖 1 Corinzi 15:33 — "Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi"

    📖 2 Corinzi 6:14 — Luce e tenebre non possono convivere

    📖 2 Timoteo 3:1-5 — La profezia di San Paolo sui nostri tempi

    Ma non è solo un discorso di fede: è un discorso di VITA PRATICA.Chi frequenti determina chi diventi.

    La Bibbia lo sapeva 2000 anni prima della psicologia moderna.

    Vi racconto anche la mia esperienza personale e perché credo che il messaggio di San Paolo sia più attuale che mai nel 2026.

    ⏱️ CAPITOLI:

    0:00 — Introduzione

    0:14 — Il problema delle cattive amicizie

    1:18 — Proverbi 13:20: Chi va con il saggio...

    2:45 — Proverbi

    22:24: Stai lontano dai collerici

    4:32 — San Paolo e la prima lettera ai Corinzi

    7:08 — Seconda lettera ai Corinzi: luce e tenebre

    8:48 — 2 Timoteo 3: la profezia sul nostro tempo

    13:15 — La mia confessione personale

    17:06 — Perché è importante tagliare i ponti

    18:55 — La storia che fa riflettere

    20:43 — Conclusione: fatelo SUBITO👍 Se questo video ti è stato utile, metti un LIKE e ISCRIVITI al canale per non perderti i prossimi contenuti sulla fede e sulla crescita personale.


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    21 mins
  • LA FINE DEL VIAGGETTISMO
    Mar 27 2026

    Basta voli low-cost, turisti straccioni, panini sulle scalinate.

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    5 mins
  • Sal Da Vinci ha vinto Sanremo. Con una canzone orecchiabile ma inascoltabile
    Mar 27 2026

    Sal Da Vinci vince Sanremo e dedica la vittoria a Geolier. Ma cosa c'è davvero dietro questa vittoria? In questo video vi spiego perché la canzone è "orecchiabile ma inascoltabile" (e non è un insulto), perché Sanremo deve tutto alla canzone napoletana, e perché questa vittoria è un riscatto che va ben oltre la musica. Da D'Annunzio a Totò, da Massimo Ranieri a Geolier: la canzone napoletana viene ben prima di quella "italiana".🎙️ Sono Vincenzo Martemucci — tenore, tecnologo, italiano in America. Parlo di cultura, musica e identità senza filtri.CAPITOLI:0:00 — Orecchiabile ma inascoltabile: il mio giudizio su Sal Da Vinci1:16 — Il caso Geolier: quando Sanremo punì il napoletano2:02 — La dedica a Geolier: fratellanza napoletana2:28 — Sal Da Vinci è un artista vecchia scuola (e si sente)3:38 — Disco vs. dal vivo: il vero banco di prova di un cantante5:28 — Una canzone furba: strutturata per le masse6:02 — Le assonanze con Massimo Ranieri e la tradizione7:02 — La vera storia di Sanremo: nasce dalla canzone napoletana8:04 — Da Rossini a Totò: il cuore musicale italiano è napoletano9:14 — Lo zampino napoletano nel testo di "Per Sempre Sì"10:43 — Sanremo come furto: il festival che ha estromesso Napoli11:06 — Napoli: la città più creativa d'Italia12:55 — Il riscatto: perché questa vittoria conta


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    14 mins
  • "Certe Pompe" con Luigi: Giornalismo a ricatto Come Funziona Davvero l'Informazione in Italia
    Mar 23 2026

    Luigi ha 46 anni, è pugliese, vive tra Bari e Londra, lavora nel marketing e nella comunicazione da 25 anni. E afferma di essere l'unico in Italia ad essere stato radiato dall'ordine dei giornalisti.In questa conversazione smonta pezzo per pezzo il sistema dell'informazione italiana. Lo chiama giornalismo a ricatto. Il concetto: la notizia è una merce. Chi la maneggia, soprattutto nella cronaca giudiziaria, può usarla per ottenere favori, generare paura, distruggere reputazioni. Un'indagine, un rinvio a giudizio, una sentenza diventano strumenti per terrorizzare un imprenditore, affondare un politico scomodo o coprire un amico. Le procure, secondo Luigi, sarebbero dei colabrodo. Certi PM andrebbero a pranzo e a cena col cronista di turno. E così le notizie finirebbero sui giornali prima ancora che l'indagato ne venga informato.Racconta anche un episodio personale legato al meccanismo: essere stato condannato in primo grado in un procedimento, ma poi assolto in appello. I giornali si sono fiondati sulla notizia della sua condanna; ma avrebbero taciuto sulla sua assoluzione.Parliamo della differenza tra lavorare in Italia e nel Regno Unito. Luigi segue clienti in entrambi i paesi. In UK i pagamenti arriverebbero puntuali con subscription mensili automatiche. In Italia, secondo la sua esperienza, 9 clienti su 10 pagherebbero in ritardo o in estremo ritardo. Alcuni accetterebbero di lavorare solo se pagati in contanti. La transazione digitale in Italia per le piccole medie imprese non esisterebbe.Parliamo del suo brand ironico: Certe Pompe. Doppio significato. Pompe certe, cioè sicure. E certe pompe, cioè che pompe. La pompa non è solo quella che pensate. È la lode sperticata, il gonfiamento, l'esaltazione di contenuti discutibili e politici mediocri. La comunicazione sui social si sarebbe trasformata in pompinismo puro: l'illusione di democrazia si è dissolta, e quello che resta è propaganda finalizzata al consumo.Parliamo di Londra. Luigi stava a Brixton, zona due. Dice che oggi Bari città sarebbe più pericolosa della zona di Brixton. La Gran Bretagna è dura, non perdona, ma ti ascolta e ti dà seconde e terze chance se dimostri competenza. Un mercato più meritocratico di quello italiano. Il tema sicurezza in Italia secondo lui è perdente: le regole non si rispettano, le file non esistono, la Puglia è fottutamente sporca.Gli chiedo cosa lo fa incazzare davvero. L'ingiustizia, la mediocrità, l'ipocrisia. Gli chiedo quale sarebbe la sua prima pagina di domani. La risposta: "La Palestina è libera." Non per ideologia, ma perché significherebbe la fine della propaganda e della contropropaganda. Chiude con l'unica strategia di sopravvivenza che conosce: prendere per il culo tutto e tutti, se stessi in primis. È l'unica ancora per non sprofondare.0:01 – Chi è Luigi1:04 – "La cronaca è diventata pornografia"3:14 – Il giornalismo a ricatto: la notizia come merce7:19 – La cronaca giudiziaria usata per estorcere favori11:28 – Radiato dall'ordine dei giornalisti15:06 – L'ego e la decrescita dell'ego18:14 – Lavorare in Italia vs Regno Unito: pagamenti e mentalità26:06 – I social e il cinema: ogni venditore è un set cinematografico28:45 – Certe Pompe: il brand e il pompinismo sui social33:28 – La fabbrica del consenso fuori tempo massimo42:07 – I social hanno democratizzato o peggiorato il giornalismo?47:06 – Diritto all'oblio vs diritto di cronaca50:28 – L'episodio personale: la sua versione59:44 – Sicurezza: Bari vs Brixton1:11:07 – Le notizie dimenticate1:13:49 – La prima pagina di domani: "La Palestina è libera"1:22:19 – Ingiustizia, mediocrità, ipocrisia1:26:11 – Prendere per il culo tutto e tutti come ancora di salvezza—Questo è il The Vincenzo Martemucci Show. Qui do spazio a tutti. Chiunque abbia una storia da raccontare, un punto di vista, un'esperienza, me lo dica. Le porte sono aperte.


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    1 hr and 28 mins
  • L'Intelligenza Artificiale Non È Intelligente: Ve lo Spiega Chi La Costruisce
    Mar 16 2026

    Raffaele torna al The Vincenzo Martemucci Show. La prima volta ci ha raccontato perché ha scelto di restare in Italia a fare ricerca per 1.195 euro al mese. Questa volta ci spiega cosa c'è davvero dentro l'intelligenza artificiale. Lui la costruisce. E quello che racconta smonta un po' di tutto quello che pensavate di sapere.Primo: l'intelligenza artificiale non è intelligente. Non pensa, non ragiona, non ha coscienza. Sono numeri che passano attraverso operazioni matematiche. Le reti neurali non hanno neuroni. Le parole che scrivete a ChatGPT vengono convertite in una lista di numeri prima ancora che il modello le tocchi. E il modello fa una cosa sola: classificare la prossima parola più probabile dato quello che c'era prima. Tutto qui. Non c'è pensiero. Non c'è creatività. Non c'è niente che trascenda la matematica.Secondo: l'AI non sa dire "non lo so". Il suo obiettivo è dare risposte sintatticamente corrette, non necessariamente semanticamente vere. Cioè formula frasi che sembrano scritte da un essere umano, ma che possono essere completamente false. Raffaele fa un esempio perfetto: quando è morto il Papa, chi chiedeva all'AI senza attivare la ricerca web si sentiva rispondere che era ancora vivo. La frase era perfetta. L'informazione era sbagliata. E c'era gente convinta che fosse ancora vivo perché gliel'aveva detto l'intelligenza artificiale.Terzo: dire "grazie" o "per piacere" all'AI è solo spreco di energia. Non ha sentimenti. Non ha coscienza. Quel "grazie" è solo un token in più che la macchina deve processare, e processare costa corrente. E se il "grazie" costa poco, l'addestramento di questi modelli costa un'enormità. Si usa praticamente tutto il web, hardware accesi per settimane, consumi energetici che nessuno racconta.Quarto, e questa è la parte che dovrebbe preoccupare di più: gli insegnanti generano i test con l'AI. Gli studenti rispondono con l'AI. La correzione avviene con l'AI. Nessun essere umano ha toccato niente. E poi ci chiediamo perché le nuove generazioni non sanno argomentare.Raffaele fa una distinzione che secondo me è la chiave di tutto: c'è chi sfrutta l'AI e c'è chi si affida all'AI. Chi la sfrutta è competente, sa quello che fa, vuole essere più veloce. Chi si affida non sa niente e dice "fai tu, mi fido di te". La differenza è enorme. Uno diventa più libero. L'altro diventa dipendente.Gli chiedo se l'AI ci renderà più liberi o più dipendenti. La risposta: dipende da chi sei.0:01 – Che cos'è l'intelligenza artificiale, spiegata da chi la costruisce4:35 – Perché si chiama "intelligenza" se non è intelligente6:49 – L'AI non ha creatività: il paradosso della scoperta del fuoco10:38 – Dal 20° secolo a oggi: perché l'innovazione è esplosa16:27 – Da Alan Turing al percettrone: breve storia dell'AI21:07 – Come siamo arrivati a generare testi, immagini e video25:06 – I dati del web e la battaglia per il controllo delle informazioni26:04 – Deepfake e utilizzo etico: il lato oscuro dell'AI29:46 – Fake news e disinformazione generata dall'AI30:04 – I ragazzi che si fanno fare i compiti dall'AI32:17 – Da motore di ricerca a motore di risposta: come funziona davvero35:10 – I Large Language Model prevedono la prossima parola, niente altro36:04 – Cos'è il RAG, spiegato semplice39:30 – Il Papa è morto e l'AI dice che è vivo: il problema delle allucinazioni44:47 – La paura della sostituzione del lavoro umano49:05 – "Non lo so": la risposta che l'AI non dà mai57:33 – Insegnanti che generano test con l'AI, studenti che rispondono con l'AI1:03:12 – Terminator è possibile? Lo scenario catastrofico1:06:44 – L'intelligenza artificiale generale: sta arrivando davvero?1:12:07 – Qual è il modello più potente? Dipende dal problema1:16:28 – L'AI ci renderà più liberi o più dipendenti?—Questo è il The Vincenzo Martemucci Show. Qui do spazio a tutti. Chiunque abbia una storia da raccontare, un punto di vista, un'esperienza, me lo dica. Le porte sono aperte.


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    1 hr and 20 mins
  • Faccio questo ogni sera prima di dormire. Dovresti farlo anche tu.
    Mar 13 2026

    Arriva la sera e io mi fermo. Due minuti, tre, cinque. Faccio un esame di coscienza. Cosa ho fatto di buono, cosa ho sbagliato, cosa potevo evitare. È una pratica che la Chiesa raccomanda e che io ho riscoperto. In questo video vi racconto come funziona, perché il sonno è un preludio della morte, e perché i buoni propositi non si fanno a Capodanno ma ogni sera.

    CAPITOLI:0:00 – L'esame di coscienza serale0:51 – Cosa mi chiedo ogni sera1:42 – Il lato fisico e quello spirituale2:00 – Il peccato e la confessione2:48 – Non ricadere negli stessi errori3:15 – La preghiera della sera e i buoni propositi4:49 – Il sonno come preludio della morte5:48 – Abbiamo rimosso la morte dal quotidiano6:39 – Come vogliamo arrivare a quel momento?7:05 – "Signore, se vuoi puoi purificarmi"7:56 – Perché farlo ogni giorno

    ⚠️ Disclaimer: Le opinioni espresse in questo video sono esclusivamente personali e non rappresentano posizioni ufficiali di alcuna istituzione o organizzazione.

    #esamedicoscienza #fede #cattolicesimo #preghiera #vitacristiana #riflessione


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    8 mins
  • 1.195 € al mese, senza contributi, senza 13ª: così l'Italia tratta i suoi cervelli migliori
    Mar 9 2026

    YOUTUBETitolo:1.195 € al Mese, Senza Contributi, Senza 13a: Così l'Italia Tratta i Suoi Cervelli MiglioriDescrizione:Raffaele è un dottorando di ricerca in intelligenza artificiale all'Università di Bari. Ha 8 anni di studi alle spalle. Guadagna 1.195,48 euro al mese. Senza contributi. Senza tredicesima. Senza buoni pasto. Lo Stato ha investito su di lui per formarlo, e adesso non ha i fondi per tenerlo. Un neolaureato magistrale che va in azienda prende il doppio. Raffaele lo sa e resta lo stesso. Per passione, per rabbia, per quello che lui chiama "piccio" — una testardaggine tutta barese di chi si rifiuta di arrendersi.Ha fatto 6 mesi di dottorato all'estero, all'Università di Kiel, nel nord della Germania, sul Mar Baltico. È partito convinto di trovare dei guru, delle menti superiori che gli avrebbero aperto la testa. Ha trovato spazi migliori, sì. Ma a livello di cervelli, di rigore scientifico, di preparazione, l'Italia non ha nulla da invidiare. Lo dice lui che l'ha visto con i propri occhi. E lo dice con una punta di rabbia, perché il problema non è la qualità delle nostre menti, il problema è che il Ministero non sa cosa farsene.Il PNRR ha creato un boom di dottorati. Migliaia di nuovi ricercatori formati con soldi pubblici. Adesso che stanno finendo il percorso, non ci sono più posizioni. Non ci sono fondi. Non c'è un piano. Risultato: l'Italia forma cervelli di altissimo livello e li regala a chi li vuole comprare a costo zero. Aziende estere, università private, istituti di ricerca fuori confine. Noi paghiamo la formazione, loro raccolgono il risultato.Raffaele vuole fare il professore. Vuole stare dall'altro lato dell'aula. Lo dice senza vergogna e senza paura. Sa che il percorso è lungo, sa che i suoi amici guadagnano il doppio, sa che previdenzialmente è come se non stesse lavorando. Ma alla fine della giornata si sente appagato. E questo, per lui, vale più di tutto il resto.Gli chiedo cosa direbbe a un ventenne che vuole andare via. La risposta: vai, ma poi torna. Ricordati chi ti ha formato, dove sono le tue radici. E poi aggiunge una cosa che mi ha colpito: altrove può essere dappertutto, perché uno può sentirsi non a casa anche stando a casa. E chi sta all'estero potrebbe scoprire che il suo altrove è proprio il punto da cui è partito.Questa è la storia di chi resta. Non per comodità, non per pigrizia. Per scelta. Per rabbia. Per amore.0:00 – Chi è Raffaele3:12 – 6 mesi all'Università di Kiel, nord della Germania4:06 – Il costo emotivo di stare lontano da casa5:04 – "Non sono un fautore dell'Italia è il miglior paese del mondo, ma resto"9:00 – La ricerca italiana non ha nulla da invidiare all'estero10:33 – Il "piccio": restare in Italia per rabbia e per amore11:18 – Lo Stato investe su di te e poi ti lascia andare via15:13 – Cosa funziona e cosa no nella ricerca italiana17:04 – Il boom del PNRR e i dottorati a fondo perduto18:51 – 1.195,48 euro al mese: lo stipendio di un dottorando19:52 – "Voglio vedermi dall'altro lato dell'aula"22:33 – Cosa pensa di chi parte25:39 – La più grande illusione sull'estero29:58 – Cos'è il successo per un ricercatore32:00 – La cosa da cambiare per non far scappare i giovani36:49 – "Vai, ma poi torna"38:43 – Cosa significa "altrove"—Questo è il The Vincenzo Martemucci Show. Qui do spazio a tutti. Chiunque abbia una storia da raccontare, un punto di vista, un'esperienza, me lo dica. Le porte sono aperte a tutti.


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    42 mins